Modulistica Docenti

Autorizzazione Incarichi Extraistituzionali
Regolamento Incarichi Extraistituzionali

Modello 2bis - Richiesta di autorizzazione allo svolgimento di incarico retribuito

 

 

Modulistica Studenti



PROCEDURA ESAME DI LAUREA - CONSEGUIMENTO TITOLO DOTTORE IN MEDICINA E CHIRURGIA


 
Sedute di Laurea
 
 
I sessione GIUGNO: presentazione della domanda dal 2 maggio al 20 maggio; ultimi 3 esami da conseguire entro il 30 maggio*.
LUGLIO: presentazione della domanda dal 3 giugno  al 18 giugno; ultimi 3 esami da conseguire entro il 27 giugno*.
SETTEMBRE: presentazione della domanda dal 18 luglio al 1 agosto; ultimi 3 esami da conseguire entro il 31 luglio*.
 
II sessione OTTOBRE: presentazione della domanda dal 10  al 18 settembre; ultimi 3 esami da conseguire entro il 30 settembre*.
NOVEMBRE:presentazione della domanda dal 1  al 17 ottobre; ultimi 3 esami da conseguire entro il 30 ottobre*.
 
III sessione GENNAIO:presentazione della domanda dal 10  al 19 dicembre; ultimi 3 esami da conseguire entro il  9 gennaio*.
 
Sessione straordinaria MARZO: presentazione della domanda dal 3 al 18 febbraio; ultimi 3 esami da conseguire entro il  27 febbraio*. Gli studenti sono tenuti al pagamento della prima rata di tasse universitarie come previsto dal Manifesto degli studi (nessuna attribuzione di punteggio - vedi tabella )
 
*Contestualmente all’attestazione del superamento degli ultimi 3 esami deve essere consegnato in Segreteria Amministrativa il dischetto (CD/DVD), debitamente firmato dal Professore Relatore,  contenente l’intero testo della tesi.
 
 I DOCUMENTI DA PRESENTARE SONO SCARICABILI DAL SITO: www.uniroma1.it/modulisticastudenti
N.B.: La tesi cartacea, firmata e timbrata dal Relatore, così come la presentazione power-point per la discussione della tesi,  dovrà essere presentata il giorno stesso della laurea prima dell’inizio della seduta    
  
DOCUMENTI DA PRESENTARE PRESSO LA SEGRETERIA AMMINISTRATIVA STUDENTI- Palazzo delle segreterie, piano Terra, Scala A-Città Universitaria
 
1) Domanda di ammissione all’esame di laurea redatta su carta libera uso bollo con  marca da bollo da 14.62 euro, indirizzata al Magnifico Rettore, con l’indicazione degli esami sostenuti  (con date e voti) e degli ultimi 3  ancora da sostenere (con a fianco indicato il nominativo del docente verbalizzante).
2)  domanda su carta libera uso bollo indirizzata al Magnifico Rettore per ottenere la restituzione della maturità depositata in Segreteria (per gli immatricolati dall’a.a. 1999/2000, che non avevano l’obbligo di consegnare il diploma di maturità, è prevista la consegna di copia semplice del diploma stesso e di esibizione dell’originale);
3)   ricevuta del pagamento della tassa di laurea di 70,00 Euro (da effettuare sul   bonifico da ritirare in Segreteria);
4)   foglio-notizie per gli esami di laurea debitamente compilato; tutti gli statoni o ricevute degli esami, e  se in possesso, libretto cartaceo;
5) copia della tesi di laurea registrata su supporto magnetico (CD/DVD) con  apposta una targhetta adesiva riportante nome e cognome dello studente, matricola, titolo della tesi,  nome e cognome del Professore relatore e la firma di quest’ultimo;
6) dichiarazione, redatta su carta intestata e firmata dal Professore relatore, riguardante il titolo della tesi;
7) dichiarazione del Professore relatore dell’avvenuto tirocinio per  la preparazione della tesi con specificato il periodo di internato;
8)  ricevuta compilazione questionario Almalaurea o richiesta di esclusione dalla  banca dati;
9) libretto degli ADO/ADE in originale e fotocopia dello stesso  (l’ufficio autenticherà le fotocopia e l’originale rimarrà in possesso dello studente). 
La documentazione di cui ai punti 1, 2, 4 e 8 si può scaricare online dal sito:  http://www.uniroma1.it/modulisticastudenti.     
 
DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE IN PRESIDENZA
1)     Dichiarazione dell’avvenuta consegna della tesi e della domanda di laurea in Segreteria Amministrativa
2)     Stampa INFOSTUD esami sostenuti con relativa votazione
3)     Attestazione coinvolgimento in Programmi di Scambio Internazionale con precisa indicazione della durata
4)     Certificato/i Progress Test (solo se la votazione è superiore a quella media di Facoltà per l’anno di riferimento)
 
  
N.B.: La tesi cartacea, firmata e timbrata dal Relatore, così come la presentazione power-point per la discussione della tesi,  dovrà essere presentata il giorno stesso della laurea prima dell’inizio della seduta.
 
 

 

Sperimentazione Animale

Le attività biologico-sperimentali nei Dipartimenti della Facoltà sono, quando possibile, condotte utilizzando colture cellulari. In ogni caso gli studenti possono avvalersi del diritto previsto dall'art. 3 punto 5 della Legge 413/93 “Norme sull'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale”.


 



Modello L. 413/1993 

Al Direttore del Dipartimento di.....

Visto l'art. 3 comma 5 della Legge 413/1993, il sottoscritto Sig. ................................ nato a ..... il ........., studente del Corso di Laurea ...., chiede di esercitare l'obiezione di coscienza relativamente a:
a) esercitazioni di laboratorio utilizzanti piccoli animali da laboratorio (roditori) [ ]
b) esperimenti di laboratorio utilizzanti piccoli animali da laboratorio (roditori) [ ]

Il sottoscritto chiede che, al posto di dette esercitazioni o esperimenti di laboratorio, la stessa professionalità sia acquisita mediante prove in vitro ed analogamente avvenga riguardo alla partecipazione del sottoscritto a piani sperimentali.

In fede

Data ............

........................................

Roma,
Prot. U/

 

Mappa della distribuzione dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie

Mappa della distribuzione dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie

 

Dove siamo

Dove siamo
Città Universitaria "La Sapienza"
Azienda Policlinico "Umberto I"

Città Universitaria "La Sapienza"


 



Azienda Policlinico "Umberto I"



Legenda

1. Cl. Dermosifilopatica
2. I Cl. Medica
3. Dip. Scienze Cliniche (II Cl. Medica)
4. Pal. Amministrazione e Pronto Soccorso
5. II Cl. Chirurgica
6. I Cl. Chirurgica Rep. B - IV Cl. Chirurgica
7. Cl. Oculistica
8. Cl. Otorinolaringoiatrica
9-18 (escluso 14). Padiglioni ed ex padiglioni
14. Cucina centrale
19. I Cl. Chirurgica
20-21. Dipartimento di Scienze Urologiche "U. Bracci"
22. Cl. Malattie Tropicali
23. V Cl. Medica e Biologia Generale
24. Cl. Radiologica
25. Palazzine ex SCRE: Presidenza di Facoltà, Scuola Infermieri USL, Day Hospital Oncologico
26. Cl. Ostetrica e Ginecologica
27. Banca e Fisica Sanitaria
28. VI Cl. Medica
29. III Cl. Medica
30-35. Cl. Malattie Infettive
36. Patologia Generale ed Anatomia Patologica
37. Laboratorio Centrale di Analisi
38. III Cl. Chirurgica
39-41. Cl. Pediatrica
42. Cl. Odontoiatrica
43. Anatomia Umana Normale

Biblioteche e Musei

Biblioteche Centrali

Biblioteca Nazionale Centrale "Vittorio Emanuele II"
Via di Castro Pretorio 105 T 0649891, F 064457635, bncr@caspur.it, http://www.beniculturali.it/librari/bncr/index.htm
Materia: periodici e testi di materie: umanistiche tecnico-scientifiche biomediche, generali. Sono presenti: riviste, disegni, microfilm, CD-ROM, audiovisivi,
manoscritti e libri testo.
Orario: Lunedì–Venerdì ore 08:30-19:00; Sabato ore 08:30-13:30, T 06.4989291

Biblioteca Centrale Guglielmo Marconi
Consiglio Nazionale delle Ricerche
P.le Aldo Moro 7 T 06.49933221, F 06.49933858 (aperta a laureandi, ricercatori e professionisti)
Materia: discipline dell'area scientifico-tecnica e biomedica; Documenti CEE
Orario: Lunedì-Venerdì ore 09:00-19:30; Sabato ore 08:30-13:00
Repertori elettronici: CD-ROM in rete

Biblioteca Alessandrina
P.le Aldo Moro 5, Città Universitaria T 06.4474021, G 06.447402224, alessandrina.polosbn@inroma.roma.it
Materia: periodici e testi di materie umanistiche e di tipo generale (bibliografia e biblioteconomia) Sono presenti riviste, libri di testo aggiornati, disegni,
microfilm, microfiches, manoscritti CD-ROM, fondi storici e fondi antichi, collegamento SBN, collegamento on line con banche dati.
Orario: Lunedì-Venerdì ore 08:30-19:30; Sabato ore 08:30-13:30

Biblioteca dell'Istituto Superiore di Sanità (solo interni)
Viale Regina Elena, 299 T 06.49903409, F 06.49902591, biblio@iss.it, http://www.iss.it
Materia: biomedicina, tecnico-scientifiche e sanità pubblica, rapporti tecnici
Orario: Lunedì-Venerdì ore 10:00-14:00

Biblioteca Medica Statale
Viale del Policlinico 155 (Palazzo Accettazione, I piano) T 06.490778/490245, F 06.4457265, bs-medi@beniculturali.it, http://bms.beniculturali.it
Materia: medicina, chirurgia, riviste e CD-ROM
Orario: Lunedì, Martedì e Giovedì ore 08:20-17:20; Mercoledì, Venerdì e Sabato ore 08:20-13:50

Biblioteca Facoltà Medicina e Chirurgia A. Gemelli
Università Cattolica del Sacro Cuore, L.go F. Vito 1 T 06.30154264, F 06.3051343, sciutom@rm.unicatt.it, http://www.rm.unicatt.it
Materia: bio-medicina Presenti riviste e libri di testo aggiornati
Orario: Lunedì-Giovedì ore 08:30-15:45; Venerdì ore 08:30-13:45

Biblioteca dell'area Biomedica - Tor Vergata
Via della Ricerca Scientifica T 0672594259/58, F 06.72594256, mazzitelli@biblio.uniroma2.it, http://www.uniroma2.it/biblio/biomedica
Materia:biologia e medicina. Riviste e testi aggiornati, CD-ROM
Orario: Lunedì-Venerdì ore 08:30-19:00


Biblioteche di Dipartimento o Istituto
Le seguenti biblioteche sono tutte fornite di riviste relative alle discipline mediche specifiche del singolo Dipartimento o Istituto e, quando indicato,
anche dei relativi testi scientifici e scolastici. Per conoscere l’elenco completo delle biblioteche de La Sapienza, ed eventuali ed ulteriori informazioni / aggiornamenti, si possono consultare il sito web http://w3.uniroma1.it/biblioteche/

Coordinamento delle Biblioteche dell' Area Biomedica - http://151.100.60.42/cobab/live/index.htm
Polo RMS - http://sbn.uniroma1.it/

Biblioteca Dipartimento Biotecnologie Cellulari ed Ematologia posti 40
Sezione di Genetica Molecolare (V Clinica Medica – IV Piano) - Viale Regina Elena 324 T 06.4457734, F 06.4462891, biblio@bce.uniroma1.it
Sezione di Ematologia (Via Chieti)  T 06.85795542; F 06.85795501
Materie: Biochimica Clinica, Genetica, Biologia Cellulare, Ematologia
Orario: Lunedì-Venerdì ore 08:30-16:30

Biblioteca Interdipartimentale Scienze Chimico-Farmaceutiche - G. Giacomello
P. le Aldo Moro, 5  -  00185   Roma (RM)    Edificio di Chimica Farmaceutica; T 06.49913889, F 06.4441623; marisa.dibisceglie@uniroma1.it
Orario: Lun - ven: 08.30-18.30 / Sab: 08.30-13.30

Biblioteca Dipartimento Malattie Infettive e Tropicali
Sezione Malattie Infettive - Viale del Policlinico 155 T 06.491468, F 06.4957855, elvira.droghini@uniroma1.it
Orario: Lunedì - Venerdì ore 10:00-13:30 e 14:30-17:00; Agosto chiuso
Sezione Malattie Tropicali - Viale del Policlinico 155 T 06.49970885,carlo.drago@uniroma1.it
Materie: Malattie Infettive e Tropicali. Presenti riviste e pochi testi aggiornati
Orario: Lunedì - Venerdì ore 10:00-13:30 e 14:30-17:00; Agosto chiuso

Biblioteca Dipartimento Scienze Biochimiche - "A. Rossi Fanelli"-
Piazzale A. Moro, 5  -  00185   Roma (RM) - T  06.49910710 F 06.444006 - http://w3.uniroma1.it/bio_chem/sito_biochimica/Biblio/main.html
Orario: Lun - ven: 7.30-19.30 (chiusura estiva: dall'ultima settimana di luglio alla prima settimana di settembre)
 
Biblioteca Dipartimento di Medicina Sperimentale posti 12
Viale Regina Elena, 324 (Policlinico: edificio Patologia Generale-Anatomia Patologica) T 06.49973004, F 06.49973004, bmedsper@uniroma1.it
Materie: Oncologia Clinica e Sperimentale, Immunologia, Biologia Molecolare, Patologia Generale e Anatomia Patologica. Periodici correnti(circa
200) Orario: Lunedì-Venerdì ore 09:00-18:00; Sabato ore 09:00-13:00

Sezione Storia della Medicina posti 15
V.le Università 34/a – Città Universitaria T 06.4451721, bib.stomed@uniroma1.it
Materie: Fondo medici storici, Storia della Medicina, Bioetica Etica medica, Storia Scienza.
Orario: Lunedì-Venerdì ore 08:00-18:00

Biblioteca Dipartimento Farmacologia delle Sostanze Naturali e Fisiologia Generale
Piazzale A. Moro, 5  -  00185   Roma (RM); T 06.49912248,  F 06.49912480, loredana.lasala@uniroma1.it
Orario: Lun - giov: 9.00-15.00 / ven: 9.00-14.00 / sabato: chiuso
 
Biblioteca Dipartimento Scienze Cardiovascolari e Respiratorie
Sezione Malattie dell'Apparato Respiratorio - Viale del Policlinico 155 – Policlinico Umberto I T 06.4460332
Orario: Lunedì-Sabato ore 09:00-13:00

Biblioteca Dipartimento Scienze Cliniche (edificio II Clinica Medica) posti 20
Viale del Policlinico 155 – Policlinico Umberto I T 06.49970528, michele.putignano@uniroma1.it,  http://www.uniroma1.it/disciclin/bibliote.htm
Materie: Endocrinologia, Gastroenterologia, Medicina Interna, Nefrologia. Presenti riviste e libri di testo aggiornati.
Orario: Lunedì-Venerdì ore 08:00-14:00 / 14:30-17:30; Martedì, Mercoledì e Giovedì ore 14:30-16:30
Chiusura mese di Agosto (talora la biblioteca è chiusa perché utilizzata per esami o riunioni)

Biblioteca Dipartimento Anatomia Umana posti 20
Via A. Borelli 50 T 06.49918066 – 06.49918049, F 06.4452349, biblioteca.anatomia@uniroma1.it
Materie: Anatomia Umana Normale. Presenti riviste e testi aggiornati.
Orario: Lunedì-Venerdì ore 09:00-19:00, Chiusura mese di Agosto

Biblioteca Dipartimento Scienze dell'Apparato Locomotore posti 24
Piazzale Aldo Moro 5 (Università, Istituto di Ortopedia) T 06.49914548, 06.491672 (centralino), F 06.49914548, barbara.farulla@uniroma1.it
Materie: Ortopedia e Traumatologia, Medicina Fisica, Riabilitazione, Medicina Sportiva. Presenti riviste e libri di testo.
Orario: Lunedì-Venerdì ore 07:30-17:30, sabato chiuso

Biblioteca Centralizzata Vittorio Del Vecchio posti 50
Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli
P.le Aldo Moro, 5 (Università: Edificio Sanarelli - I Piano) T 06.49914680/1, F 06.4454845; rossella.delvecchio@uniroma1.it;
rosanna.deangelis@uniroma1.it; anna.gubellini@uniroma1.it, http://www.dssp.uniroma1.it/biblioteca.htm
Materie: Igiene, Batteriologia, Igiene ambientale, Management Ospedaliero, Microbiologia, Organizzazione Sanitaria, Sanità Pubblica, Scienze Infermieristiche
, Virologia. Presenti riviste, testi aggiornati. Dotata di fondo storico. Prestito: solo previa autorizzazione del Direttore
Orario: Lunedì-Venerdì ore 08:00-21:00

Biblioteca Istituto Microbiologia
Via Regina Margherita, 255  -  00198   Roma (RM), T 06.4402628, F 06.4404130, nicola.simonetti@uniroma1.it
Orario: Lun - ven: 10-13.30 / 15-18; sab: 10-13.30 (chiusura:15gg a Ferragosto)


Biblioteca Dipartimento Istologia ed Embriologia Medica posti 15
Via A. Scarpa, 14 T 06.49766579, F 06.4462854, alessandra.cigliano@uniroma1.it, http://www.uniroma1.it/istologia/bibliote.htm
Materie: Embriologia generale e Istologia. Presenti riviste e testi aggiornati
Orario: consultazione: Lunedì-Venerdì ore 09:00-13:00, sala lettura (aula Monesi-palazzina 37)
Lunedì-Giovedì ore 09:00-12:00 e 15:00-18:00; Venerdì ore09:00-12:00
Servizi: ore 09:00-13:00 : 06.49766803 AC
Orario: lun-ven. 09:00-13.30; giov. 09:00-18:30

Biblioteca Dipartimento Medicina Legale posti 32
Viale Regina Elena, 336 (Università: Medicina Legale) T 06.49912611, F 06.49912614, bibliomedleg@uniroma1.it
Materie: Medicina Legale, Medicina delle Assicurazioni. Presenti riviste e testi aggiornati.
Orario: Lunedì-Venerdì ore 07:30-17:30

Biblioteca Dipartimento Scienze Oftalmologiche posti 10
Viale del Policlinico, 155 T 06.44869944, F 06.4457706, corrado.balacco@uniroma1.it, valentina.chiarappa@uniroma1.it
Materie: Oftalmologia
Orario: Lunedì e Giovedì ore 09:30-13:30; Lunedì e Mercoledì 15:30-16:30, Venerdì 09:30-11:30

Biblioteca Dipartimento Scienze Ginecologiche, Perinatologia e Puericultura
Viale del Policlinico, 155 T/F 06.4451706, dip-ginecol_perinat@uniroma1.it
Materie: ostetricia e ginecologia, riproduzione, endocrinologia, medicina sperimentale. Riviste e testi aggiornati
Orario: Lunedì e Giovedì ore 10:30-18:30; Martedì, Mercoledì e Venerdì ore 08:30-16:30, Chiusura: tre settimane ad Agosto


Biblioteca Dipartimento Scienze Neurologiche posti 48
Viale dell'Università, 30 T 06.49914639/06.49914451, F 06.49914081, biblioteca.neurologia@uniroma1.it, sergio.ceccarelli@uniroma1.it
Materie: Neurologia. Riviste
Orario: Lunedì-Venerdì ore 09:00-17:00

Biblioteca Dipartimento di Scienze Psichiatriche e Medicina Psicologica posti 30
Viale dell'Università, 334 T 06.49912550, F 06.49912280, dipapsi@uniroma1.it, http://w3uniroma1.it/scienzepischiatriche/biblioteca
Materie: Psicologia Generale, Psicologia Clinica, Psichiatria, Medicina Criminologica, Psichiatria Forense
Orario Consultazione: Lunedì-Venerdì ore 9:00-13:00 - Martedì e Giovedì ore14:30-16:30 - Orario Sala di Lettura: Lunedì-Venerdì ore 8:00-16:30

Musei
Polo Museale della Sapienza: http://www.musei.uniroma1.it/

Organizzazione della "Sapienza"


Strutture organizzative fondamentali

Articolazione delle strutture della “Sapienza” (art. 7 dello statuto della Sapienza)

1.     La “Sapienza”, al fine di garantire l’unità degli studi universitari e di salvaguardare la pluralità di culture che ad essa contribuiscono e, al tempo stesso, di favorire il processo di decentramento organizzativo e di valutazione delle attività, si articola in Dipartimenti e Facoltà autonomi sotto il profilo amministrativo ed organizzativo, dotati di organi e regolamenti propri, adottati sulla base di regolamenti tipo approvati dal Senato Accademico. Sono altresì attivabili Centri secondo quanto disciplinato dallo Statuto della Sapienza. La “Sapienza” può altresì concorrere ad analoghe strutture interuniversitarie finalizzate alla ricerca ed alla formazione. 

2.     Gli organi centrali di governo della “Sapienza” sono competenti in materia di pianificazione strategica e di indirizzo, di bilancio, di attribuzione programmata ed indicizzata delle risorse, di definizione degli indicatori di efficienza-efficacia delle diverse strutture didattico-scientifiche, amministrative e di servizio, di relazioni internazionali, di servizi informatici generali e di organizzazione dei servizi e delle strutture comuni, di politiche del personale, di offerta formativa, di orientamento e inserimento nel lavoro, di criteri generali dei rapporti con gli studenti, di tutela del patrimonio dell’Università e degli interventi edilizi, di valutazione delle attività svolte e dei risultati raggiunti.
 
3.     Ai Dipartimenti e ai relativi organi di governo spetta ogni altra attribuzione in materia di organizzazione e gestione delle attività di ricerca e delle attività didattiche di competenza e di quanto ad esse correlato, come specificato nei successivi artt. 8 e 9. Alle Facoltà e ai relativi organi di governo spettano funzioni di valutazione dei Dipartimenti che ad esse afferiscono, nonché di coordinamento delle attività didattiche.
 
4.     Ai Dipartimenti afferiscono professori ordinari, associati e ricercatori, di norma in misura indicativa non inferiore a 50 unità. Ogni eccezione dovrà essere deliberata dal Senato Accademico, che terrà conto delle caratteristiche dell’area e/o della Facoltà, fermo restando il limite minimo di 40 unità. Ai Dipartimenti afferisce altresì personale tecnico- amministrativo, assegnato sulla base di indicatori correlati con le attività di pertinenza.
 
5.     I Dipartimenti afferiscono ad una specifica Facoltà, che ne promuove il coordinamento e ne effettua la valutazione periodica sulla base degli indicatori stabiliti dagli organi centrali dell’Università. Le Facoltà – non oltre dodici – aggregano non meno di tre e non oltre dodici Dipartimenti; eventuali deroghe al numero dei Dipartimenti sono deliberate dal Senato Accademico.
 
6.     I Dipartimenti sono dotati di risorse finanziarie, da destinare a spese di investimento e di funzionamento; sono, altresì, destinatari diretti, secondo modalità e criteri stabiliti dal Senato Accademico, di un budget-docenti, espresso in punti organico, pari di norma all’80% di quanto determinato dal Consiglio di Amministrazione, che essi utilizzano per concorsi, chiamate o per trasferimento dei docenti. Parte del budget-docenti, di norma il 20%, secondo quanto determinato dal Consiglio di Amministrazione, è destinato dalla Facoltà ai Dipartimenti.
 
7.     I Dipartimenti, le Facoltà ed i Centri si avvalgono, per le proprie finalità istituzionali, dei servizi centrali della “Sapienza”.
 
8.     Nei casi di soppressione di Dipartimenti e di Facoltà o di loro recesso o di loro separazione dalla “Sapienza” le risorse finanziarie ed il patrimonio mobiliare ed immobiliare comunque in uso rimane assegnato alla “Sapienza”, che provvede in merito.
 


Facoltà (art. 9 dello statuto della Sapienza)

1.     Compiti. Le Facoltà sono strutture di coordinamento, razionalizzazione e valutazione delle attività didattiche e di valutazione delle attività di ricerca dei Dipartimenti e sono preposte a favorire lo sviluppo culturale, l’integrazione scientifica e l’organizzazione della didattica. Le Facoltà, in particolare, attraverso i loro organi:

a)     definiscono, in linea con le determinazioni del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, gli obiettivi da conseguire nell’arco del triennio e per ciascun anno accademico, sulla base delle eventuali proposte dei Dipartimenti afferenti alla Facoltà;

b)     approvano o modificano provvedendo al successivoinoltro al Senato Accademico– gli ordinamenti didattici dei Corsi di Studio e delle Scuole di Specializzazione di loro pertinenza e di Master, in relazione a quanto previsto dalle norme di legge, sulla base delle proposte dei competenti Dipartimenti e Consigli di Area Didattica o di Corso di Studio;

c)     ricevono dai Dipartimenti afferenti, o dai Dipartimenti afferenti ad altra Facoltà per i quali hanno disposto il budget, le delibere relative alla chiamata di professori ordinari, associati e ricercatori; su dette delibere il Consiglio di Facoltà, convocato entro trenta giorni dalla ricezione, escludendo dal computo i periodi di interruzione del calendario accademico, può esprimersi motivatamente ed a maggioranza degli aventi diritto al voto anche non approvando la deliberazione e rinviandola al Dipartimento con motivazione; decorso il termine di cui sopra senza che sia intervenuta una deliberazione della Facoltà, la delibera del Dipartimento diviene definitiva;

d)     ricevono e trasmettono agli organi centrali dell’Università, previa verifica della conformità alle risorse disponibili, le deliberazioni dei Dipartimenti in ordine al reclutamento dei professori ordinari, associati e ricercatori;

e)     definiscono per ciascun anno accademico la programmazione generale delle attività didattiche e le modalità di coordinamento logistico delle stesse, in collaborazione con i Dipartimenti ed i Consigli di Area Didattica o di Corso di Studio;

f)      definiscono, in relazione alle strutture edilizie complessivamente assegnate alla singola Facoltà ed ai Dipartimenti che ad essa afferiscono, gli spazi in dotazione ai Dipartimenti, sulla base del duplice principio dell’assicurare l’identità anche strutturale del singolo Dipartimento con le sue attività scientifico-didattiche e del riequilibrare gli spazi tra i Dipartimenti secondo indicatori predefiniti dal Senato Accademico;

g)     elaborano un piano organico di proposte relative alla manutenzione straordinaria e ordinaria degli immobili e delle attrezzature nell’ambito delle risorse che saranno a tal fine previste, in sede di bilancio, per ogni Facoltà;

h)     gestiscono il personale tecnico- amministrativo assegnato alla Facoltà secondo le norme vigenti e le disposizioni dell’Università;

i)      elaborano un piano sulle esigenze di personale tecnico-amministrativo della Facoltà;

j)      sono responsabili dell’informazione a studenti, docenti e personale anche attraverso la gestione e il tempestivo aggiornamento del sito di Facoltà;

k)     sono responsabili dell’efficiente funzionamento delle segreterie didattiche per gli studenti di proprio riferimento secondo direttive definite a livello di Ateneo;

l)      sono responsabili della promozione e della gestione dei servizi destinati agli studenti, con particolare riferimento a mobilità, orientamento, tutorato e placement; alla pubblicazione e divulgazione del Manifesto degli Studi, del calendario delle lezioni e degli esami;

m)    redigono annualmente, sulla base delle risultanze fornite dal Nucleo di Valutazione di Facoltà un documento di valutazione sul raggiungimento degli obiettivi di ricerca e didattica da parte dei singoli Dipartimenti afferenti, adottando i provvedimenti di competenza in ordine alla ripartizione premiale delle risorse ed in relazione a quanto previsto dall’art. 3, comma 5 dello Statuto;

n)     promuovono collaborazioni e convenzioni attinenti alle attività di pertinenza con soggetti sia pubblici che privati per creare sinergie e per reperire finanziamenti esterni;

o)     provvedono alla manutenzione dei locali e delle attrezzature assegnate alla Facoltà;

p)     svolgono tutti gli altri compiti previsti dalle leggi, dai regolamenti o, comunque, connessi al conseguimento degli obiettivi stabiliti.

2.     Autonomia. Si applica alle Facoltà quanto previsto all’art. 8 comma 2 per i Dipartimenti; le Facoltà sono comunque responsabili delle convenzioni relative alle attività didattiche dei Corsi di Studio e delle Scuole di Specializzazione da esse coordinati.

3.     Organi. Gli organi della Facoltà sono:

a)     Consiglio di Facoltà. Ne fanno parte, con diritto di voto, tutti i professori di ruolo, tutti i ricercatori – ivi inclusi i ricercatori a tempo determinato
– afferenti ai Dipartimenti della Facoltà, fatte salve differenti afferenze deliberate dal Senato Accademico a maggioranza qualificata; il Coordinatore dell’Ufficio e il Segretario amministrativo, entrambi con voto deliberante; ne fanno inoltre parte i rappresentanti del personale tecnico-amministrativo in numero non inferiore al 15% del personale docente ed equiparato ed un ugual numero di rappresentanti degli studenti, secondo le modalità stabilite dal Regolamento di Facoltà. Ai fini della determinazione del numero legale, qualora una componente del Consiglio di Facoltà rappresenti la maggioranza assoluta degli aventi diritto, i membri di detta componente sono conteggiati solo se presenti. Il Consiglio di Facoltà si riunisce, di norma, ogni sei mesi ed ha competenza esclusiva per i compiti indicati alle lettere a), b), c) del comma 1.

b)     Giunta. Svolge funzioni istruttorie sulle materie indicate alle lettere a), b), c) del comma 1 e funzioni deliberanti su tutti gli altri compiti della Facoltà, incluse le funzioni di amministrazione dei fondi assegnati alla Facoltà. La Giunta è presieduta dal Preside ed è composta dai Direttori dei Dipartimenti ad essa afferenti e, in misura paritetica, da una rappresentanza dei professori associati e dei ricercatori, del personale tecnico-amministrativo e degli studenti, secondo quanto previsto dal Regolamento di Facoltà. Ai lavori della Giunta partecipano, altresì, con diritto di voto, il Coordinatore dell’Ufficio di Facoltà e il Segretario amministrativo e, a livello consultivo, il/i Direttori delle Scuole di Dottorato e i Presidenti dei Corsi di Studio o di Area Didattica. La Giunta si riunisce di norma con cadenza mensile.

c)     Preside. È dotato delle competenze di legge e del potere di rappresentanza; è eletto dai membri del Consiglio di Facoltà tra i professori di ruolo di prima fascia a tempo pieno e dura in carica tre anni.

d)     Nucleo per la valutazione dell’attività didattica e scientifica. Opera in stretta connessione con il Nucleo di Valutazione delle attività di ricerca e didattica di Ateneo per realizzare tutte le attività previste per la valutazione ed il conseguimento di obiettivi di qualità.

e)     Osservatorio studentesco. Ha il compito di promuovere il miglioramento delle attività didattiche, di segnalarne le disfunzioni e di avanzare proposte al riguardo.

f)     Garante degli studenti della Facoltà. È nominato dal Preside, su designazione dei rappresentanti degli studenti, sentito il Consiglio di Facoltà, per un periodo di tre anni. Il Garante degli studenti è a disposizione dell’Osservatorio studentesco per assisterlo nell’esercizio delle sue funzioni e per ricevere eventuali reclami, osservazioni e proposte. Il Garante ha diritto di compiere accertamenti e riferisce al Preside che, in relazione al caso concreto, adotta gli atti di competenza. Gli studenti che a lui si rivolgono hanno il diritto, a loro richiesta, all’anonimato ed il loro nome, come qualsiasi altro elemento idoneo ad identificarli, è escluso dal diritto di accesso ai documenti amministrativi.


 Dipartimenti (art. 8 dello statuto della Sapienza)
 
1.     Funzioni. I Dipartimenti sono strutture primarie e fondamentali per la ricerca e per le attività formative, omogenee per fini e/o per metodi. I Dipartimenti, in particolare a)     definiscono, in linea con le determinazioni del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, gli obiettivi da conseguire nell’anno e contestualmente, ove necessario, i criteri di autovalutazione integrativi rispetto a quelli definiti dalla “Sapienza” e dalle Facoltà;

b)     elaborano un piano triennale, aggiornabile annualmente, delle attività di ricerca, definendo le aree di attività e gli impegni di ricerca di preminente interesse di gruppi di singoli afferenti, ferma restando la garanzia di ambiti di ricerca a proposta libera, fornendo la disponibilità di strutture, servizi e strumentazione per realizzare i progetti di ricerca;

c)     promuovono collaborazioni e convenzioni con soggetti sia pubblici che privati per creare sinergie e per reperire fondi per la ricerca e la didattica anche a livello europeo e internazionale;

d)    propongono l’ordinamento didattico e/o le relative modifiche dei Corsi di studio di loro prevalente pertinenza della parte di ordinamento didattico di loro pertinenza, dandone comunicazione formale alla/e Facoltà di riferimento per le relative deliberazioni e per la successiva approvazione da parte del Senato Accademico;

e)     concorrono, in collaborazione con i rispettivi organi direttivi, all’organizzazione delle Scuole di Specializzazione;

f)      propongono al Senato Accademico, per la relativa approvazione, l’attivazione o la modifica dei Dottorati di ricerca afferenti al Dipartimento e la costituzione di Scuole di dottorato; approvano i relativi programmi;

g)     promuovono – previa verifica delle risorse disponibili ed assicurando il prioritario funzionamento dei Corsi di Studio – l’attivazione di Master di primo e di secondo livello, dandone comunicazione formale alla/e Facoltà di riferimento per le relative deliberazioni e per la successiva approvazione da parte del Senato Accademico e sono responsabili della gestione dei Master attivati;

h)    promuovono l’attivazione – previa verifica delle risorse disponibili ed assicurando il prioritario funzionamento dei Corsi di Studio – delle attività di alta formazione, dandone comunicazione formale alla/e Facoltà di riferimento per le relative deliberazioni e per il successivo decreto rettorale e sono responsabili della gestione degli interventi di alta formazione attivati;

i)      definiscono annualmente – sulla base delle risorse disponibili e in relazione ai programmi di ricerca, alle attività didattiche offerte anche in Facoltà diverse da quelle di afferenza ed alle cessazioni avvenute o che sono previste – le esigenze di reclutamento, articolate per settori scientifico-disciplinari, di nuovi professori e ricercatori per garantire prioritariamente la sostenibilità dell’offerta formativa;

j)      deliberano le richieste di concorso o di trasferimento per i docenti di ruolo, nell’ambito delle risorse loro attribuite;

k)     deliberano le chiamate dei professori e dei ricercatori anche per trasferimento, relativamente ai concorsi banditi per i settori scientifico-disciplinari di pertinenza, e comunque dopo aver organizzato un seminario sull’attività scientifica dei candidati; dell’esito della chiamata viene informato il competente Consiglio di Facoltà per il seguito delle deliberazioni di competenza;

l)      organizzano le attività didattiche di pertinenza, ripartendo le stesse tra i docenti del Dipartimento per competenza specifica, assicurando altresì per quanto possibile una equa ripartizione;

m)   collaborano alla realizzazione dei Corsi di Studio e ne assumono la responsabilità organizzativa diretta qualora il relativo Corso di Studio sia di pertinenza del Dipartimento per non meno del 60% dei CFU dell’ordinamento didattico, ferme restando le competenze del Consiglio di Corso di Studio o di Area didattica; tale elemento organizzativo è valutabile ai fini della dotazione di personale;

n)    gestiscono il personale tecnico- amministrativo assegnato al Dipartimento secondo le norme vigenti e le disposizioni degli organi centrali dell’Università;

o)      provvedono alla manutenzione dei locali e delle attrezzature assegnate al Dipartimento;

p)    svolgono tutti gli altri compiti previsti dalle leggi, dai regolamenti o, comunque,  connessi al conseguimento degli obiettivi stabiliti.
 
2.     AutonomiaAl fine del perseguimento dei propri compiti istituzionali i Dipartimenti sono dotati di autonomia organizzativa ed amministrativa per quanto riguarda tutti i provvedimenti di spesa, contrattuali e convenzionali che li riguardano direttamente, con soggetti sia pubblici sia privati, nel rispetto della disciplina legislativa vigente, esclusa comunque la possibilità di provvedimenti amministrativi di carattere generale o relativi a questioni riservate ad altri organi a tal fine identificati dallo Statuto.
 
3.     Organi. Gli organi del Dipartimento sono:

a)     Consiglio di Dipartimento. Ne fanno parte, con diritto di voto, tutti i professori di ruolo, tutti i ricercatori – ivi inclusi i ricercatori a tempo determinato - ed il personale equiparato afferenti al Dipartimento; il Segretario amministrativo con voto deliberante e con funzioni di segretario; i rappresentanti del personale tecnico-amministrativo in numero non inferiore al 15% del personale docente ed equiparato; un ugual numero di rappresentanti degli studenti secondo le modalità stabilite dal regolamento del Dipartimento. Partecipano, altresì, al Consiglio di Dipartimento, con diritto di voto, sino a tre rappresentanti dei titolari di borsa di studio

b)     di assegno di ricerca o di contratti di ricerca pluriennali operanti nel Dipartimento.

c)     Direttore. È dotato delle competenze di legge e del potere di rappresentanza sostanziale; è eletto dai membri del Consiglio di Dipartimento tra i professori di ruolo a tempo pieno e dura in carica tre anni.

d)    Giunta. È presieduta dal direttore ed è composta da due rappresentanti per ciascuna delle seguenti categorie: professori di prima fascia; professori di seconda fascia; ricercatori; personale tecnico- amministrativo e studenti, eletti tra quelli facenti parte del Consiglio; di essa fa parte di diritto il Segretario amministrativo con funzioni di segretario. La Giunta ha, in ogni caso, funzioni istruttorie su tutte le materie di competenza del Consiglio di Dipartimento.

Il Direttore di Dipartimento è coadiuvato, nella gestione delle attività del Dipartimento, dal Segretario amministrativo, che è responsabile della Segreteria amministrativa e coordina le attività amministrativo-contabili assumendo la responsabilità, in solido con il Direttore, dei conseguenti atti.
 

4.     Regolamento. Entro tre mesi dalla istituzione o dal riordino del Dipartimento il Consiglio dello stesso adotta, con delibera approvata a maggioranza assoluta dei presenti e secondo uno schema-tipo proposto dal Collegio dei Direttori di Dipartimento e approvato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, il proprio regolamento organizzativo che può prevedere:

a)     un’ulteriore articolazione della Giunta di Dipartimento oltre la prefigurazione minima prevista al precedente comma 3, mantenendo la partecipazione paritaria tra le diverse componenti;

b)     l’articolazione del Dipartimento in sezioni dotate di autonomia scientifica nell’ambito della programmazione generale dell’attività dipartimentale;

c)     le modalità di individuazione degli studenti e dei rappresentanti dei titolari di borsa di studio o di assegno di ricerca di contratti pluriennali di ricerca che partecipano al Consiglio di Dipartimento.

d)    ogni altra specificazione relativa alle procedure ed allo svolgimento delle attività del Dipartimento.
 
5.     Dotazione di personale. Il Dipartimento è dotato di personale tecnico-amministrativo in relazione al numero degli afferenti, al volume e alla natura delle sue attività; detta dotazione è soggetta a revisioni periodiche anche in relazione ai risultati raggiunti.
 
6.     Il Consiglio di Dipartimento si riunisce, di norma, su base trimestrale.

Corsi di Studio (art. 10 dello statuto della Sapienza)

1.     I Corsi di Studio costituiscono struttura dell’offerta formativa. Essi sono, secondo la normativa vigente, Corsi di Laurea, Corsi di Laurea Magistrale, Corsi di Laurea Magistrale a ciclo unico, Corsi di Specializzazione e possono essere coordinati nell’ambito di un’Area Didattica.

2.     L’Area Didattica può coincidere con un singolo Corso di Studio, o può raggruppare più Corsi di Studio – appartenenti ad una comune area scientifico culturale o a classi o gruppi di classi – articolati sequenzialmente (triennali appartenenti alla stessa classe o a classi affini e magistrali appartenenti alla stessa classe o a classi affini) e/o orizzontalmente (triennali simili, magistrali simili). Un’Area Didattica afferisce ad una singola Facoltà che ha la responsabilità della sua valutazione.

3.     In base ai compiti affidati dal presente Statuto a Dipartimenti e Facoltà, si individuano due tipologie di Corsi di Studio e
conseguentemente della/e relativa/e Aree Didattiche: a) Corso/i di Studio e relativa Area/e Didattica di pertinenza di un singolo Dipartimento come previsto dall’articolo 8, comma 1, lettera m. In tal caso spetta al Dipartimento l’assegnazione, tenuto conto dei requisiti necessari alla sostenibilità dell’offerta formativa, dei docenti per la copertura degli insegnamenti, incluse le attività didattiche integrative. Spetta, altresì, al Dipartimento organizzare tutte le attività di supporto. b) Corso/i di Studio e relativa Area/e Didattica non di pertinenza di un singolo Dipartimento. Ad esso concorrono diversi Dipartimenti, ed è coordinato dalla Facoltà cui afferisce il/i Corso/i di Studio stesso. In tal caso il compito di assegnare i docenti, tenuto conto dei requisiti necessari alla sostenibilità dell’offerta formativa, per la copertura degli insegnamenti e di tutti gli aspetti della didattica integrativa, spetta ai Dipartimenti che concorrono all’attività del Corso di Studio.

4.     Qualora il Corso di Studio preveda insegnamenti relativi a competenze non presenti all’interno del Dipartimento (comma 3, lettera a) ovvero non presenti nei Dipartimenti afferenti alla Facoltà (comma 3, lettera b), il Consiglio di Area Didattica o di Corso di Studio segnala l’esigenza alla/e Facoltà e al Dipartimento interessato (interno o esterno alla Facoltà).

5.     L’Area Didattica o il singolo Corso di Studio sono coordinati da uno specifico Consiglio, la cui composizione è determinata, secondo quanto previsto dal Regolamento Didattico di Ateneo; esso è costituito da tutti i docenti del o dei Corsi di Studio coordinati e da una rappresentanza di studenti pari al 15% dei docenti. Il Consiglio delibera sulla organizzazione didattica dei Corsi di Studio.

6.     I docenti che compongo un Consiglio eleggono al loro interno un Presidente, cui spetta il compito di convocare il Consiglio, determinare l’ordine del giorno, organizzare la didattica e coordinare – in accordo con il/i Dipartimento/i coinvolto/i – le coperture didattiche dei singoli insegnamenti.

7.     I Consigli operano in conformità alla legislazione vigente e al Regolamento Didattico di Ateneo. Assicurano la qualità delle attività formative, formulano proposte relativamente all’ordinamento e individuano annualmente i docenti, tenuto conto dei requisiti necessari alla sostenibilità dell’offerta formativa, che ricoprono i singoli insegnamenti dei Corsi di Studio, acquisite le eventuali proposte dei Dipartimenti.

8.     Nuovi Corsi di Studio sono istituiti su proposta di uno o più Dipartimenti, che devono indicare l’Area Didattica di riferimento, eventualmente proponendone l’attivazione se non già esistente e le risorse necessarie, ed in particolare la copertura didattica assicurata dai Dipartimenti proponenti per tutto il periodo di durata del Corso. Detta proposta viene trasmessa alla/e Facoltà interessata/e per la relativa approvazione e il successivo inoltro al Senato Accademico.


Centri di ricerca, Centri di servizi e Centri misti (art. 11 dello statuto della Sapienza)

1.     La “Sapienza” può istituire, con decreto del Rettore e sulla base di conformi deliberazioni del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, (Centri di ricerca, Centri di servizi e Centri di ricerca e servizi).

2.     Le competenze dei Centri sono di natura interdipartimentale o mista tra Dipartimenti ed Amministrazione, finalizzate a potenziarne le possibilità di ricerca e/o di servizio mediante l’integrazione interdisciplinare o la migliore utilizzazione delle risorse. Il loro numero non può essere superiore al 50% di quello dei Dipartimenti. I relativi regolamenti sono approvati dal Senato Accademico, sulla base di un Regolamento tipo approvato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, per le rispettive competenze. I Centri di ricerca possono essere istituiti su proposta di almeno due Dipartimenti, che ne assicurano la direzione. Nel caso dei Centri di ricerca il Comitato direttivo, che ha potere di amministrazione, è espressione dei Dipartimenti che danno origine al Centro.

3.     L’istituzione ed i regolamenti dei Centri di ricerca, dei Centri di servizi e dei Centri di ricerca e servizi sono deliberati, sulla base delle relazioni dei Dipartimenti proponenti e dell’Amministrazione, dal Senato Accademico riguardo alle finalità scientifico-culturali e dal Consiglio di Amministrazione riguardo alla sostenibilità economicoorganizzativa.

4.     I Musei della “Sapienza” costituiscono un “Polo Museale e dell’Orto Botanico”, articolato in aree, quale centro di spesa autonomo; il Senato Accademico ne approva il Regolamento, assicurando il collegamento dei singoli Musei con i Dipartimenti di afferenza.

5.     Le Biblioteche della “Sapienza” costituiscono un “Sistema Bibliotecario”, articolato in aree, quale centro di spesa autonomo; il Senato Accademico ne approva il Regolamento, assicurando il collegamento delle Biblioteche dell’area con i Dipartimenti e/o le Facoltà di competenza. La direzione delle Biblioteche è affidata al personale bibliotecario in possesso di adeguata qualifica e professionalità.

6.     La “Sapienza” può promuovere o partecipare, sulla base di apposite convenzioni, a Centri interuniversitari, Consorzi, Società consortili, Società consortili a responsabilità limitata, cui possono concorrere altre Università o strutture di altre Università, nonché altri Enti Pubblici o istituzioni private. Sulle proposte relative sono chiamati ad esprimersi positivamente, con la maggioranza assoluta dei componenti, il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione ai quali saranno sottoposte periodiche relazioni sullo sviluppo delle attività.

Il testo integrale dello Statuto della Sapienza è disponibile al seguente URL
http://www.uniroma1.it/documenti/regolamenti/statuto.pdf


 

Storia della Facoltà


Breve sintesi della storia della Facoltà
L’Insegnamento della Medicina  a Roma
 
L’ Università degli Studi di Roma fu fondata nel 1303 dal Pontefice Bonifacio VIII (1294-1303) con la celebre Bolla “In supremae praeminentia dignitatis” con la quale si istituiva il primo Studio Generale Romano che includeva naturalmente l’Insegnamento della Medicina.

Lo Studio, alloggiato in una casa detta La Scola, era sito vicino piazza S. Eustachio, ove restò fino al 1376. Nel 1377 il Senato istituì uno Studium Generale in Trastevere, con la lettura di Medicina affidata all’illustre medico Francesco Casini da Siena. Nel 1389 lo Studio Trasteverino non diede più sentore di sé.

Con Leone X (1513-1521) si ebbe una vera rinascita ed un nuovo impulso dell’Università di Roma. Il pontefice emanò una Costituzione (1514) con la quale si programmava che l’Urbe Omnibus fere nationibus divenisse il centro culturale e ottenesse il primato tra le Università italiane. L’insegnamento di Medicina si articolava allora su tre materie: 1) Medicina teorica 2) Medicina pratica 3) Lettura dei semplici, discipline insegnate da 16 lettori, ognuno dei quali si soffermava su particolari aspetti di ciascuna disciplina, compresa la parte anatomica e quella pratica. Durante il pontificato di Clemente VII (1523-1534), in seguito al sacco di Roma del 1527, a causa delle drammatiche situazioni politiche e sociali, lo Studium Urbis cessò il suo funzionamento.

Paolo III (1534-1549) riordinò l’Università, introducendo l’Insegnamento Anatomico come disciplina a sé stante.

Giulio III (1550-1555) conferì al solo collegio Medico la facoltà di conferire lauree in Medicina.

Pio IV (1559-1565) si espresse contro l’esercizio abusivo della medicina ed incrementò lo studio anatomico autorizzato sui cadaveri di Ebrei ed infedeli giustiziati. Gregorio XIII (1572-1585) concesse ai laureati il diritto, previo esame, di tenere libere lezioni retribuite. Per un controllo sulla idoneità dei medici esercenti la professione sottopone ad esame tutti i laureati in Medicina.

Sotto i Pontificati di Clemente VIII (1592-1605) e di Urbano VIII (1623-1644) vennero emessi due Brevi per richiamare l’inadempienza dei doveri degli insegnanti. Clemente X (1670-1676) istituì l’obbligo di un tirocinio pratico ospedaliero per i laureati per ottenere la matricola o abilitazione all’esercizio professionale. In questo periodo le materie di insegnamento erano: 1) Medicina teorica, 2) Medicina pratica, 3) Chirurgia, 4) Anatomia, 5) Lettura ed ostensione dei semplici. Furono inoltre previste multe per i professori che non tenessero lezioni in maniera convenevole, anche rispetto all’orario.

Benedetto XIV (1740-1758), il più famoso riformatore degli studi di Roma, con le Bolle “Inter cospicuos ordines” (1744) e “Quanta Reipubblicae redveniant” (1748), mise ordine agli studi universitari eliminando le letture risultanti doppioni inutili. La Facoltà di Medicina doveva avere sei Cattedre così denominate: 1) Istituzioni di Medicina teorica, 2) Istituzioni di Medicina pratica, 3) Istituzioni di Botanica, 4) Istituzioni chirurgiche e anatomiche, 5) Trattato di Medicina Teorica, 6) Trattato di Medicina pratica. Dopo poco tempo fu istituita una cattedra di Istituzioni ed esperimenti chimici.

Pio VI (1775-1799) istituì l’insegnamento di Ostetricia. Venne poi istituita la cattedra di Istituzioni di chirurgia anche forense. Nel 1788 le Cattedre della Facoltà di Medicina e Chirurgia passarono a nove. Venne istituita una matricola o registro di iscrizione per gli studenti ed una pagella personale di frequenza delle lezioni.
Nel 1810 vennero effettuate modifiche all’ordinamento degli studi universitari portate dalle leggi napoleoniche per la Facoltà medica. La Facoltà era composta da: Preside, Collegio dei Medici per la concessione delle lauree e per il controllo dell’esercizio professionale, dall’Ufficiale di Sanità e dai Professori di Medicina, Chirurgia e Botanica.

Pio VII (1800-1823), terminata l’occupazione napoleonica e rientrato nei suoi domini, nel 1814 si dedicò a dare un nuovo incremento agli studi medici. Nel 1815 venne ufficialmente istituito l’insegnamento clinico medico su base pratica, presso gli ospedali di S. Spirito e di S. Giacomo.

Nella bolla di Leone XII (1823-1829) del 1824 venne esposta la riforma medica universitaria per cui le Lezioni erano principalmente in latino e le Università di Roma e Bologna erano le sole autorizzate a conferire lauree in medicina (quattro anni) e chirurgia (tre anni). Le altre Università dello stato Pontificio potevano conferire solo il Baccellierato (due anni di corso sia in Medicina che Chirurgia) e la Licenza. Ai medici era fatto obbligo di invitare il malato a confessarsi.

Nel 1848 l’Università chiuse a seguito dei moti rivoluzionari che portarono alla Repubblica Romana.

Nel 1870 con l’unificazione del Regno d’Italia l’Università venne nominata Regia. Le Facoltà di Medicina e Chirurgia si riunirono in una Facoltà unica di cinque anni. Nel 1876 a norma della Legge Casati il Corso di Laurea in Medicina e Chirurga divenne di sei anni (tre bienni)

Fino al 1887 le Cliniche della Facoltà di Medicina di Roma erano associate a più Ospedali quali quelli di S. Spirito, S. Giacomo, S. Rocco, S. Gallicano e della consolazione. Guido Baccelli (1832-1916), Medico, Clinico e Scienziato, sostenne la necessità della costruzione di un’unica sede per la Scuola medica romana «all’altezza delle più celebri scuole estere, lanciando l’idea del Policlinico-Ospedale d’Insegnamento.
La prima pietra del Policlinico fu posta il 19 gennaio 1888 alla presenza di Re Umberto I e della Regina Margherita. La costruzione fu pressoché completata nel 1902. Il funzionamento del Policlinico universitario (1150 letti, 350 per le Cliniche, 800 per l’Ospedale) iniziò nell’agosto del 1904.

E’ con il R.D. del 23 Ottobre del 1923, n. 2102 (Legge Gentile) che la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma venne riformata in “chiave moderna” in termini di Libertà di ricerca ed Insegnamento, piena autonomia amministrativa e completo finanziamento statale. L’abilitazione all’esercizio professionale era subordinata all’Esame di Stato.

Nel 1980 si discusse l’opportunità che l’Università degli Studi di Roma tornasse alla sua primitiva denominazione: La Sapienza. Tra il 1980-1981 la Facoltà di Medicina e Chirurgia visse una impegnativa fase di trasformazione, per il passaggio di professori di ruolo dall’Università La Sapienza alla Seconda Università di Roma, poi denominata di Tor Vergata, dalla località del suo insediamento.

Nell’ottobre del 1999 nasceva la II Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma La Sapienza, attivata all'interno dell'Ospedale Sant'Andrea.
 
Nel 2010, con la Riforma dello Statuto e con la nuova Legge Universitaria che riordina le Facoltà, gli Studi di Medicina si riarticolano su tre Facoltà: la Facoltà di Farmacia e Medicina (con tre Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia- di cui uno presso il Policlinico, uno presso il Polo Pontino ed uno in Lingua Inglese- e Corsi di Farmacia(vide infra) e Biotecnologie); la Facoltà di Medicina e Odontoiatria (con tre Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia presso il Policlinico ed un Corso di Laurea in Odontoiatria); la Facoltà di Medicina e Psicologia (con un Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Ospedale S. Andrea e Corsi di area Psicologica). Le  tre Facoltà di Medicina organizzano inoltre numerosi Corsi delle 4 Classi di Laurea delle Professioni Sanitarie (Infermieristiche, della Riabilitazione, Tecniche, della Prevenzione) per un totale di oltre 100 Corsi attivati sia triennali che specialistici, numerose Scuole di Specializzazione dell’area sanitaria; numerosi Dottorati di Ricerca e Master di I, II e III Livello.
 
L’Insegnamento della Farmacia  a Roma
 
La storia degli “studi di Farmacia a Roma” ha radici molto profonde: dal 1303 al 1808 furono prima l’Università degli Aromatari e poi il Nobile Collegio degli Speziali fondato nel 1429 da Martino V, a svolgere  sia le azioni normative giurisdizionali atte a regolare la professione farmaceutica nello Stato Ecclesiastico, sia l’attività didattico-professionale con la concessione delle “matricole” ai nuovi speziali. Nel 1808, gli “studi di Farmacia” furono inseriti tra le discipline insegnate nell’Archiginnasio Romano, una delle più antiche università italiane nata per volontà di papa Bonifacio VIII che il 20 aprile 1303, con la bolla pontificia "In suprema praeminentia dignitatis", istituì a Roma lo "Studium Urbis".

Gli “studi di Farmacia” attraversarono nei secoli la tradizione ecclesiastica e vennero normalizzati in regolari corsi universitari nel 1872 con la nascita della Regia Università di Roma;furono quindiorganizzati in due regolari corsi universitari, uno in Farmacia e l’altro in Chimica e Farmacia, che comprendevano una notevole varietà di materie destinate ad assicurare agli aspiranti farmacisti una preparazione teorico-pratica ben lontana dalla professionalità prevalentemente empirica, propria degli speziali.

Il R.D. 27/10/1932 n. 2090 segnò la nascita della Laurea in Farmacia disponendo, all’art. 317: “La Scuola di Farmacia conferisce la Laurea in Chimica e Farmacia, la Laurea in Farmacia ed il Diploma in Farmacia. Il corso di studi per la Laurea in Chimica e Farmacia dura cinque anni, quello per la Laurea in Farmacia quattro anni, quello per il Diploma in Farmacia quattro anni”.
Gli studi di Farmacia, finalmente resi autonomi, assurgevano così a rango di Corso di Laurea.

La facoltà di Farmacia di Roma fu istituita ufficialmente nel 1932. Accanto al corso di laurea in Farmacia nel 1967 veniva istituito il Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, finalizzato ad una competenza specifica nel campo della progettazione, sintesi, produzione e controllo dei medicamenti. Con le riforme susseguitesi negli ultimi anni, oltre ai due corsi di laurea magistrale a ciclo unico istituiti in ottemperanza delle direttive europee, Farmacia e Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, è stato istituito anche il corso di laurea di laurea in Scienze Farmaceutiche Applicate. Sino all’ a.a. 2008/09, data di attivazione di un corso di laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia, tenuto in lingua inglese, presso le Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, la Facoltà di Farmacia della Sapienza  è stata l’unica degli atenei laziali ad avere corsi di laurea nell’area farmaceutica.
La facoltà di Farmacia della Sapienza, costituita da una comunità scientifica multidisciplinare i cui docenti seguono personalmente e costantemente gli studenti durante le loro attività teoriche e pratiche, attualmente è confluita nella nuova facoltà di “Farmacia e Medicina”.
 

1)Luigi Stroppiana (1985). Storia della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Istituzioni ed Ordinamenti. Edizioni dell’Ateneo-Roma;
2) Luigi Stroppiana (1980). Il Policlinico Umberto I. Università degli Studi di Roma. Arti Grafiche E. Possidente & F.lli, Roma.
3) Adalberto Pazzini. Storia della Facoltà Medica di Roma Vol. 1 e 2. Università degli Studi di Roma, Roma
*Parte delle informazioni riportate sono state fornite dal Prof. Leonardo Colapinto, presidente emerito e membro effettivo del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico Romano, libero docente in Storia della Farmacia all’Università La Sapienza di Roma.
 
Testo a cura dei Proff. Eugenio Gaudio e Adriana Memoli